Giulia, una scopata lesbo tanto desiderata

persia-monir-meets-her-match-with-her-lesbo-lover-67Ho conosciuto Giulia e i suoi amici circa un anno fa, la conoscenza fu casuale, abitiamo in paesi vicini e col tempo iniziammo a frequentarci e a uscire insieme.
Il mio nome è Elena, ho 28 anni, mi piacciono le donne e non l’ho mai nascosto a nessuno, nemmeno a lei, i suoi amici, invece, non sanno niente di me, perché il livello di conoscenza è superficiale e si basa su serata passate in qualche locale.
Lei è etero, lo è sempre stata, ha avuto vari ragazzi, uno proprio di recente, anche se la cosa non è andata in porto perché lui è uno stronzo, comunque, ammetto di essere stata felice di sapere che avevano chiuso ancor prima di cominciare.
Siamo amiche, sapevo che non potevamo essere più di questo, conosci una persona etero, sai i suoi gusti, sai che ci sono dei limiti, così ti convinci che non devi superarli e vai avanti e così ho sempre fatto con lei.
Abbiamo legato fin da subito, ci sono bastati pochi mesi per diventare molto unite, sembrava che ci conoscessimo da anni, spesso potevo non parlare, lei sapeva già cosa volessi dire, c’era molta alchimia e un’intesa che a volte ci spiazzava.
Lei più di me era confusa dal nostro rapporto e da quello che provava per me, più volte si era ritrovata a dirmi che sentiva per me una sorta di amore, ma che non riusciva ben a definirlo perché a lei erano sempre piaciuti solo i ragazzi.
Io cercavo di farle capire che l’amore era uno solo e che se lo sentiva per me, non doveva far altro che assecondarlo, aveva paura, così lasciò perdere, continuammo ad essere amiche e basta.
Io decisi di iniziare a frequentare qualcuno, avevo bisogno di provare qualche emozione forte, più che altro per togliermela dalla testa, la verità è che era davvero difficile; Giulia è bellissima, capelli lunghi e ricci, occhi marroni e penetranti, un fisico perfetto e una sensualità che traspariva da ogni suo gesto.
Tante volte mi ero soffermata sulla sua figura e avevo iniziato a fare pensieri caldi ed eccitanti, siccome sapevo che non avrei potuto fare nulla con lei, decisi di guardarmi intorno e conobbi Paola, una ragazza carina, mora, occhi verdi, molto femminile.
Ammetto che mi piaceva, ci frequentavamo da tre settimane quando decisi di portarla ad una serata di quelle che facevamo con Giulia e gli altri amici, lei non l’aveva ancora conosciuta, sapeva che mi vedevo con qualcuno, in realtà non mi credeva, non le sembrava possibile, visti i miei gusti difficili.
Quando arrivai al locale con Paola, rimasero tutti a bocca aperta, la presentai come la ragazza che stavo frequentando, approfittai anche per dire a tutti di me, la presero benissimo, alcuni ragazzi mi fecero battutine invidiandomi la compagnia.
Giulia rimase pietrificata, non disse una parola, sembrava avesse visto un fantasma, sicuramente non si aspettava di vedere Paola li e che io decidessi, contemporaneamente di dire di me a tutti.
Durante la serata, Giulia non mi rivolgeva la parola ma vedevo che era arrabbiata, soprattutto quando Paola si avvicinava e mi dava qualche bacio sulle labbra, improvvisamente, si alzò dal tavolo e disse di sentirsi poco bene, andò in bagno.
Feci passare qualche minuto, poi dissi che sarei andata in bagno anche a controllare che Giulia stesse bene, ma in bagno non c’era; notai una porta di uscita di emergenza che dava sul retro del locale, uscii da li, la trovai poggiata al muro con gli occhi chiusi che prendeva dei respiri.
La chiamai, lei non si mosse, aveva già avvertito la mia presenza, mi avvicinai a lei, le stavo davanti. “Giulia cosa ti prende? E’ tutto la sera che non mi rivolgi la parola!”
“Me lo chiedi? C’è davvero bisogno che tu me lo chieda?”
“Si…C’è bisogno…Parlami cazzo”
Mi guardò, era arrabbiata, i lineamenti della sua faccia erano tesi, restò in silenzio, stavo per andarmene, quando mi afferrò per un braccio, mi attirò a se e mi baciò con passione, sentii la sua lingua entrare con prepotenza nella mia bocca.
Mi sbatté al muro, le sue mani strinsero il mio seno, la sua lingua scivolò lungo il mio collo, le sue mani aprirono i jeans che indossavo, la bloccai, misi lei al muro, mi chinai, le alzai il vestito e le scostai le mutandine.
Iniziai a leccarle la figa, lei mise una gamba sulla mia spalla e si lasciò andare ai gemiti di piacere, spingeva la mia testa sempre di più verso la sua intimità, mi fece capire che voleva di più, la penetrai con la lingua, poi aggiunsi due dita.
La scopai in quel modo per diversi minuti, fin quando non venne nella mia bocca; volevo lasciarle qualche secondo per riprendersi ed invece tornò a mettermi contro il muro, mi alzò la maglietta e scostò il reggiseno, prese i miei capezzoli in bocca e li leccò, mentre la sua mano destra entrò nella mie mutandine.
Ero bagnatissima, aspettavo quel momento da mesi, finalmente potevo sentirla su di me, potevo sentire il suo tocco, le sue dita scivolavano nella mia figa, mi tintennò il clitoride, mi aggrappai al muro, mentre venivo colta da un potente orgasmo.
Mi lasciai andare su di lei, restammo così per qualche minuto, ci furono attimi di silenzio, poi mi disse che sarebbe stato il caso di rientrare.
Per il resto della sera continuò a non parlarmi, Paola mi baciò, a quel punto Giulia si alzò di scattò e mi lanciò un bicchiere d’acqua addosso, andando via, tutti ci guardarono perplessi, la raggiunsi, le chiese cosa volesse.
Lei si girò, mi diede un ceffone, mi urlò che dovevo smetterla di farmi toccare da quell’altra ragazza, mi baciò con passione, mi guardò negli occhi e sicura di se mi disse:” Portami a casa e scopami per tutta la notte”.
Dopo quella sera e quella notte, adesso stiamo insieme, nessuno sa ancora di noi due, per ora mi sta bene, siamo libere di vederci quando vogliamo e di fare sesso e devo proprio dirlo: è davvero una gran porcona, facciamo del sesso strepitoso e a volte, stiamo anche ore a scoparci a vicenda.

Autore: Biagio B.

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