In vacanza mi sono scopato la proprietaria troia dell’albergo

444.jpg.extraVoglio raccontare la mia esperienza di questa estate, avevo bisogno di cambiare un po’ d’aria, mi sono lasciato con la mia ragazza con la quale sono stato quattro anni, lei ha trovato un altro e non ha avuto nemmeno il coraggio di dirmelo, quando ho saputo che se la faceva alle mie spalle, sono andata da lui e l’ho guardato negli occhi, poi ho guardato lei, le ha detto cosa pensavo e l’ho lasciata li.
Ha provato a cercarmi e parlare con me, ma io ho deciso di andare via e passare un paio di settimane da solo, ho scelto un’isola della Grecia, attratto dai prezzi economici e dai paesaggi mozzafiato.
Ebbene, al mio arrivo mi sono subito reso conto che avevo davanti tanti potenziali incontri, quell’isola era piena di ragazze bellissime, molte italiane, anche se non avrei mai immaginato di finire con tutt’altro genere di persona.
Ho posato i miei bagagli in albergo, mi ha accolto la proprietaria, una donna di cinquant’anni molto attraente, per quanto avesse venti anni più di me ho fin da subito iniziato a fantasticare su di lei.
Aveva un vestitino molto stretto che metteva in risalto le sue belle tette grosse, ho sempre avuto un debole per il seno così, la mia ex ne aveva poco e questo mi aveva sempre spinto a buttare l’occhio su altri decolté quando camminavo per strada.
Non l’ho mai tradita e mai ho pensato di farlo, ho sempre creduto che a volte bisognasse andare oltre l’aspetto esteriore, può esserci qualcosa che non ci piace ma questo non vuol dire che bisogna buttarsi su altre persone.
Comunque, ritornando al racconto, la signora mi ha accompagnato in stanza, mi ha spiegato come funzionava il tutto e mi ha detto di chiamare lei per qualunque cosa, in questa ultima frase ci ho visto qualcosa o forse volevo vederci qualcosa, ad ogni modo, l’ho preso come un invito.
È uscita di camera sculettando, le ho fissato il culo e le gambe fin quando non si è chiusa la porta alle spalle.
Ho passato il pomeriggio in spiaggia e la sera per locali, eppure, continuavo a pensare a quella donna, mi aveva colpito, sentivo il desiderio di averla con me, ho iniziato a pensare a come sarebbe stato piacevole sentire le sue grosse e morbide tette intorno al mio cazzo.
Il pensiero mi ha accompagnato per il tragitto fino all’albergo, quando sono entrato in stanza, sentivo il cazzo duro nei pantaloni, me lo sono toccato per confermare la sensazione, mi sono lasciato andare sul letto, ho guardato l’orologio, era piena notte.
Ci ho pensato su qualche minuto, poi ho alzato il telefono sul comodino e ho chiamato alla reception, mi ha risposto lei, le ho detto che avevo bisogno di un po’ d’acqua in camera, lei ha sorriso, l’ho sentita, poi ha chiuso.
Ha bussato alla mia porta dopo cinque minuti, aveva in mano una bottiglia d’acqua, indossava un minigonna e un top aderentissimo, scarpe alte coi tacchi, il cazzo spingeva nei pantaloni.
L’ho invitata ad entrare, ha chiuso la porta alle spalle e si è seduta sul letto, mi ha chiesto se potesse fare altro per me, io mi sono guardata tra le gambe, lei ha seguito il mio sguardo ed ha notato il cazzo gonfio.
Ha sorriso maliziosamente, poi ha allungato una mano tra le mie gambe, mi ha stretto il cazzo e mi ha guardato negli occhi, ha aperto la zip, quando lo ha tirato fuori era durissimo e già pronto per scoparla.
Lei ha voluto comunque prenderlo in bocca, lo ha leccato e succhiato per bene, aveva una bocca profonda e sapeva come muovere la lingua, mi ha fatto godere tantissimo; le ho detto che desideravo tanto sentire le sue tette accarezzarlo.
Si vedeva che era una gran porcona, perché non me l’ha fatto ripetere due volte, si è chinata ed ha preso il cazzo in mezzo al seno, ha iniziato un massaggio lento, caldo, che non ha fatto altro che farmelo indurire ancora di più.
Le tenevo i capelli e la guidavo nei movimenti, la sua lingua entrò nella mia bocca, mi baciò con passione, intanto il mio cazzo le bagnò completamente le tette.
Non ne potevo più, avevo la necessità di infilarlo nella sua figa, cosi l’ho messa sotto di me e le ho sfilato rapidamente le mutandine, aveva la figa pelosa e bagnata fradicia, gliela leccai affamato, poi lentamente la penetrai, infilandole tutto il cazzo, doveva sentirlo tutto.
Le tenni aperte le gambe, poi la inizia a sbattere forte, veloce, davo colpi decisi, lei amava un po’ di violenza, me ne accorsi mentre la scopavo, la feci girare e mettere a pecorina, da dietro le piaceva ancora di più, una vera porcona.
Mentre me la sbattevo pensavo alla mia ex e a come era stata troia, la rabbia sembrò sfogare tutta in quella scopata, più ci pensavo e più aumentavo il ritmo e facevo godere quella troia matura, che a quanto pare tradiva suo marito con i clienti dell’albergo.
Le ho infilato il cazzo anche nel culo, ho trovato il buchetto abbastanza largo, ne aveva presi di cazzi, probabilmente anche belli grossi, scoparla in quel modo era facile ed estremamente piacevole.
CI ho dato dentro per un bel po’ fin quando non ho sentito l’esigenza di sborrare e buttargli addosso tutto lo sperma caldo e succoso.
Glielo schizzato sulle tette, quelle belle tette calde e morbide che avevano fatto scattare dentro di me la voglia di scoparla.
La troia ha leccato via ogni goccia di sperma leccandosi il seno e i capezzoli, ho quasi avuto voglia di scoparla di nuovo.
Comunque ha lasciato la mia stanza e io mi sono fatto una bella dormita, il giorno dopo non ho più pensato alla mia ex e mi sono goduto i restanti giorni tra feste e altre ragazze, lei, invece, non ha detto nulla, mi ha solo fatto un occhiolino la sera in cui ho preso le mie cose e sono ripartito per tornare a casa. È stata davvero una bella vacanza.

Autore: Biagio B.

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